La luna a volte
col suo talento silenzioso
inizia a frugare
sotto cumuli di sorrisi
fino a scovare
abissi di malinconie struggenti
.
In un turbinio cangiante
come se sorgessero da fiumi carsici
filamenti di emozioni lentamente emergono
e sollevandosi sinuosi nell’aria
si sovrappongono all’adesso
.
Ombre
zuccherine
che si mostrano
pur celandosi
e che osservo
senza utilizzare gli occhi
.
Messe a tacere sotto strati di veli
deposti giorno dopo giorno
hanno forgiato lastre solide e sicure
che ai miei nuovi passi
consentono di volare
.
E’ solo un attimo
e l’attenzione sulla mia mano si sofferma
mentre su quei miraggi ancestrali
timidamente s’avvicina
ma come sempre sfuggono come il tramonto
che all’orizzonte si dissolve
.
Custodi di un fuoco antico
rimasto tale
sul tempo avaro
che scorre
senza donare
.
E la mia mano si tende ancora
tiziana mignosa
agosto duemilaventisei

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