la sonnambula, di Bianca Pitzorno, recensione di Paola Naldi

Perdersi in un romanzo…tra storia e fantasia. | Ragazze di mezza stagione

Bianca Pitzorno è una scrittrice cui sono affezionata e che apprezzo molto.

“La sonnambula” s’ ispira a un ritaglio di giornale di fine Ottocento, del 1894, in cui si parla di una signora che offre consigli e previsioni sul futuro, come sensitiva e medium, dietro pagamento di modica cifra. La nonna della scrittrice ritagliava articoli di giornale, annunci e notizie curiose. A Sassari c’era in questo senso parecchio materiale e la Pitzorno in questo archivio particolare trova la notizia che muove la sua fantasia.

La protagonista è preda sin da bambina di svenimenti improvvisi, da cui si risveglia con il presagio per un evento futuro. I genitori cercano in tutti i modi di proteggerla, nascondendo questa caratteristica e spingendola poi a un matrimonio, che dovrebbe darle sicurezza. Purtroppo il marito si dimostra violento, avido, giocatore accanito, pieno di debiti. Quando questi cerca di avvelenarla, la ragazza fugge e cerca di sopravvivere sfruttando le sue capacità. Giunge in un paese della Sardegna, dove si presenta come Ofelia Rossi, “rinomata sonnambula”, che accoglie, consiglia e scrive responsi per signore e signorine, che si trovano in situazioni delicate.

Mentre ha ritrovato serenità e un certo benessere, il passato ritorna e per una serie di casualità il marito la ritrova, obbligandola nuovamente a fuggire.

Viene accolta in un circo, dove apprezza la vita nomade e una prospettiva futura…

Questo romanzo non ha un genere specifico: si alternano fantasia e fatti storici, tradizioni popolari e romanticismo…Frutto di ricerche d’archivio e memorie familiari, si concentra sul mondo femminile del tempo. Le donne allora (e forse anche oggi…) non sono ascoltate e con Ofelia hanno il coraggio di parlare, cercando soluzioni. Ofelia si documenta sulle loro situazioni, le ascolta, le guida e in fondo svolge un importante ruolo terapeutico. Ci sono disastri privati e reputazioni comunque da salvare, pettegolezzi e dolori intimi, il tutto legato a una rigida struttura gerarchica e a una società profondamente patriarcale e maschilista.

Ofelia è una donna libera, autonoma, che esula dai modelli correnti, con un’indipendenza spesso minacciata, ma che le dà una vita migliore rispetto a tante sue clienti. C’è un’attenzione partecipe e sincera alla vita delle donne, ai loro desideri, alle possibilità, spesso negate, di autodeterminazione.

Ofelia sa accogliere, sa comprendere, sa essere compassionevole e, se serve, inflessibile.

La struttura del romanzo è un mosaico di vicende, lettere e confessioni, che accompagnano la vicenda personale della protagonista.

La Pitzorno, con il suo stile elegante, ci insegna che sono il coraggio, la fantasia, la capacità di ascoltare se stessi e gli altri, che ci aiutano a procedere nella vita. Possiede la grande capacità di creare figure magistralmente descritte.


Bianca Pitzorno (Sassari, 1942) vive e lavora a Milano. Dopo la Laurea in Lettere Classiche conseguita a Cagliari, ha studiato a Milano alla Scuola Superiore delle Comunicazioni. Dal 1970 al 1977 ha lavorato per la RAI di Milano in programmi culturali. Molteplici le esperienze lavorative, tra le quali anche quella di archeologa. È una scrittrice, autrice televisiva e traduttrice. La sua fama è iniziata con romanzi per ragazzi. Ha avuto molti riconoscimenti sia in Italia che all’estero. Dal 2000 è ambasciatrice UNICEF. Ha pubblicato, dal 1970 a oggi, più di settanta opere tra saggi e romanzi, per bambini e adulti, che in Italia hanno superato i due milioni di copie vendute e sono stati tradotti in moltissimi Paesi. Ha tradotto a sua volta Tolkien, Sylvia Plath, David Grossman, Enrique Pérez Díaz, Tove Jansson, Soledad Cruz Guerra e Mariela Castro Espín. I suoi ultimi libri sono La vita sessuale dei nostri antenati (spiegata a mia cugina Lauretta che vuol credersi nata per partenogenesi) (Mondadori 2015), Il sogno della macchina da cucire (Bompiani 2018), Sortilegi (Bompiani 2021), Donna con libro (Salani 2022) oltre a due racconti in plaquette – Piante di via Romolo Gessi e Nata sotto un cavolo – con l’editore Henry Beyle (2021 e 2022). La sonnambula è il suo ultimo romanzo.

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