Mi assalgono ricordi infantili, adolescenziali
ed oltre in questa giornata..
Quando le scuole in tutto il paese
Iniziavano il primo ottobre.
I più piccini erano detti “remigini”
dal santo del giorno.
E che giorno!
Di loro vi voglio parlare..
Eccoli, grembiuli bianchi o neri,
Colletti bianchi rigidi o traforati,
grossi fiocchi rosa o blu..
Tante trecce, codini con nastrini, cerchietti colorati
Capelli corti, a spazzola, appena tagliati, per i maschietti..
calzettoni bianchi, gonne a pieghe, pantaloncini che nascondevano le ginocchia sbucciate..
Rigide cartelle di cuoio con le maniglie
che passavano di mano dalle mamme ai bambini..
All” interno un quaderno a grandi quadretti,
un piccolo astuccio con matita , gomma, temperino
una lunga penna con pennini di varia fattura,
da utilizzare dopo mesi insieme all’ inchiostro
in boccetta da inserire nel banco,
Una serie di pastelli colorati per il nuovo album da disegno,
la soffice carta assorbente per asciugare le macchie,
un solo libro tutto illustrato, quello di lettura,
con l” alfabetiere inserito e le misteriose letterine..
Una merenda casalinga come ricreazione:
un panino farcito o un frutto di stagione.
Suonava una campanella:
improvviso silenzio dopo tanto brusio.
Un adulto in cappa nera che si avvicinava
sguardo sorridente, la mitica maestra!
Avrebbe sostituito la mamma in quelle quattro ore..
lacrime trattenute, alcuni pianti dirotti,
tanta emozione, malinconia,
dai bambini sentito come un abbandono,
un distacco dal nido familiare protetto.
(quasi nessuno aveva l’esperienza dell’asilo.)
Gli ultimi saluti, abbracci, raccomandazioni.
Si salivano le scale in lunghe file ordinate
fino alle aule assegnate.
Così Iniziava la scuola primaria tanti decenni fa
anni sessanta, un altro tempo,
un’ altra vita.

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