“Quest’opera è stata a lungo considerata letteratura alta, e lo è: per la finezza con cui indaga le emozioni, per la capacità di trattenere la tensione sotto la superficie, per la cura della lingua. Ma allo stesso tempo rivela un’inaspettata struttura da crime story tinta di elementi gotici: un gesto violento, un accumulo di pressioni morali e domestiche, un sistema di colpa e responsabilità che si sviluppa lentamente, quasi senza rumore”. Inizio la mia recensione con queste parole tratte dalla postfazione dell’editrice che mi trovano pienamente concorde e che, in estrema sintesi, danno una prima idea di cosa sia questo romanzo della scrittrice belga di lingua fiamminga Virginie Loveling, vissuta nella seconda metà dell’Ottocento: una crime story con elementi gotici davvero originale.
La protagonista è Marie, una donna che vive con la sorella molto più piccola, Georgine, a cui ha fatto quasi da madre, e con una governante. Poi c’è il personaggio maschile dominante, Luc, il maestro di musica, attorno al quale ruota tutta la vicenda e alcuni personaggi di contorno come il giovane notaio; perfetta la caratterizzazione psicologica di Marie, le emozioni trattenute, i desideri repressi, gli equivoci, una serie di tensioni che portano a epiloghi inattesi, intrisi di silente violenza: complimenti!
Ancora una volta questa casa editrice ci propone un biblio-gioiello e ci fa conoscere autrici non italiane grazie alle sue formidabili traduttrici: grazie!

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