Ricordi ancora vivi nella mente
di tanti Genovesi come me..
Frammenti di quelle tragiche ore.
Avevo diciotto anni:
diploma in tasca, Università alle porte.
Sembrava un pomeriggio umido, piovoso
come tanti altri..
così la sera, poi la notte ..
Pioveva senza interruzione, anzi aumentava di intensità..
“Si sono aperte le cateratte del cielo “,
pensavo con ironia all inizio..
Poi…di notte..dalla finestra al balcone,
con i miei genitori, a scrutare..con apprensione
la strada che si allagava
perché il livello dell acqua si alzava..
Infine entrava, sfondando serrande e portoni,
in magazzini, scantinati, androni..
piani bassi di tanti edifici.
Quasi nessuno dormiva, nessun rombo di motore nella via..
Alle prime luci del mattino..
la paura,lo sconcerto, la pioggia incessante
aveva provocato un’ alluvione!
Mai vista nella realtà..
solo in televisione a Firenze e Venezia,
qualche anno addietro.
Automobili che..galleggiavano
la via era diventata un fiume, una corrente..
acqua e fango dappertutto..
Chi si avvventurava ad uscire a piedi,
poteva farlo solo con alti stivali,
con rischio di cadute, scivolate nella melma.
Il cielo? Sempre scuro, nero, pesante..
E pioveva..ancora pioveva.
Il torrente vicino,quasi sempre in secca,
ora pareva una lunga, liquida striscia marrone
che, rumorosamente,
trascinava giù di tutto:
piante, tronchi, rifiuti ed oggetti carpiti chissà dove…
perfino delle …bare..sottratte al cimitero locale.
Quando le nuvole rimasero..a secco
e tornò un po’ di sereno,di quiete
e si pote’ uscire con maggior sicurezza,
ebbe inizio la conta dei danni..
Tanti morti..la città in ginocchio..
Dalle strade allagate si passò alle vie infangate,
I negozi da svuotare, colmi di merce da buttare.
Che fare? Come aiutare?
Da soli o a gruppi, in Comune, come volontari..
Così, armati..di guanti,
pale, bidoni, ramazze..
raccogliemmo detriti,quintalate di fango..
pulimmo, lavammo tanti oggetti da incrostazioni,
li salvammo dal macero,
dalla furia dell’acqua.
Ci chiamarono “angeli del fango”,,
tutti sporchi, sudati, trasandati..
Eravamo solo giovani studenti che cercavano
di aiutare, di svolgere con
umiltà ed inesperienza,
il nostro dovere di cittadini..

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