Piuttosto m’affogherei, di Valeria Palumbo, Società per l’enciclopedia delle donne aps 2026, recensione di Daniela Domenici

Sono appena riemersa da questo straordinario, splendido saggio di Valeria Palumbo, giornalista e scrittrice, che ha come sottotitolo “storia vertiginosa delle zitelle” che mi ha affascinato e avvinto per il “vorticoso percorso attraverso le innumerevoli forme del nubilato dall’antichità ai nostri giorni” che l’autrice fa con una dettagliata, ricchissima e affascinante ricostruzione della storia delle zitelle colorata da una ininterrotta, perfetta, delicata ironia.

Cito dal libro questa confessione di Palumbo dopo che una casa editrice femminista le aveva rifiutato un romanzo in cui descriveva la vita di una single “Le zitelle mi erano rimaste nel cuore. E non solo perché avevo deciso di appartenere alla loro schiera. Non sempre con la leggerezza e l’ironia in cui avevo sperato ma con tenacia. M anche perché occupandomi, da storica e da giornalista, del tema delle libertà delle donne mi ero accorta ben presto che la libertà dall’obbligo di sposarsi era stata una delle grandi conquiste dell’umanità. Non solo delle donne”: bravissima!

Il tiolo di questo saggio è tratto da “Il dialogo delle donne”, celebre libro di Moderata Fonte, scrittrice vissuta nella seconda metà del 16esimo secolo a Venezia (che ho scelto di mettere nel titolo di uno dei miei saggi sulle donne…); l’autrice immagina una sorta di cenacolo tutto al femminile dove si riuniscono sette donne e alla fine del dialogo compare l’affermazione che Palumbo ha scelto come titolo “Rimaritarmi eh? – replicò ella – più tosto mi affogherei che sottopormi più ad uomo alcuno…”: complimenti!

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