bellezza dell’imperfezione
accettare transitorietà
e caducità delle cose
rifiutare la perfezione
connessione con la natura
i sette principi fondanti:
1. Kanso (簡素)
— semplicità. Semplicità o esclusione del non essenziale. Lo spazio vuoto -“ma” – è il fondamento di tutta la conoscenza buddhista e taoista.
2. Fukinsei (不均斉)
— asimmetria o irregolarità. Uno dei princìpi fondanti dell’estetica Zen, ovvero l’idea di controllare l’equilibrio in una composizione attraverso l’irregolarità e l’asimmetria, come “enso” – “il cerchio Zen” nella pittura a pennello, è disegnato come un cerchio incompleto, a simboleggiare l’armonia e la naturalezza dell’imperfezione che fa parte dell’esistenza.
3. Shibumi (渋み)
— la bellezza nel sobrio, sottile e discreta. Questo principio invita a concentrarsi sull’autenticità e la semplicità elegante. Ovvero l’unicità della bellezza semplice e non appariscente, non vistosa.
4. Shizen (自然)
— naturalezza senza pretese. La definizione giapponese di natura o naturalezza (shizen) si distingue dalla definizione occidentale in quanto include l’intervento umano. Noi occidentali siamo più inclini a vedere la natura come qualcosa di incontaminato e selvaggio; i giapponesi di contro descrivono la natura come indissolubilmente intrecciata agli esseri umani. L’esempio più utilizzato per illustrare questo concetto è il giardino giapponese, che non è una natura “grezza” ma è creato in armonia con la natura e l’uomo con scopo e intenzione, in un intento creativo non forzoso.
5. Yugen (幽玄)
— grazia sottile. Yugen ovvero trovare la bellezza in ciò che non viene rivelato, là dove si può dire che è una “suggestione” piuttosto che una rivelazione. Un giardino giapponese, a esempio, può dirsi come un insieme di elementi simbolici la cui forma misteriosa di bellezza lascia alla mente la possibilità di immaginare un “oltre”.
6. Datsuzoku (脱俗)
— libertà. Datsuzoku significa: “Libertà dall’abitudine” o più comprensibilmente una fuga dall’ordinario e dal convenzionale. Questo principio descrive la sensazione di sorpresa e di stupore quando lasciando libera la mente, si possono pensare le cose in modo eccentrico al nostro comune pensiero: abbracciando l’ignoto ed esplorando la non convenzionalità ci si può aprire a un mondo di possibilità.
7. Seijaku (静寂)
— tranquillità. Ultimo principio è Seijaku, che significa “tranquillità, quiete e solitudine”. Questa ultima interpretazione dei princìpi del wabi-sabi è una delle più interessanti perché enfatizza la capacità di trovare la tranquillità in mezzo al caos. La sensazione opposta a quella espressa da seijaku potrebbe essere “rumore e disturbo”.

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