Crisi di Adele Libero

donnaecrisi

Avvitata in questo nuovo giorno,

il mio corpo somiglia a una sveglia,

chiamo i bambini, ordino qui intorno,

mi vesto svelta e sono nella folla.

Il traffico, i ritardi, il cartellino,

la mattina s’addensa di lavoro,

a mezzo giorno ingoio un panino

e mi ributto nel resto delle ore.

A casa mio marito è sul divano,

mesi fa me l’hanno licenziato,

a quarant’anni un lavoro è lontano

e in casa  mi fornisce poco aiuto.

Mia madre mi telefona alle sette,

è sola e ha bisogno di calore,

mi sento come un’auto noleggiata,

da tutto questo vorrei solo scappare.

Invece resto qui, col mio sorriso,

capisco che la crisi è anche questo

e   l’anima accetta il sacrificio

che la crisi, però, finisca presto!