accadde…oggi: nel 2000 muore Paola Levi Montalcini, di Paola Naldi

Arte al femminile (445) | Ragazze di mezza stagione

aola Levi Montalcini nasce a Torino il 22 aprile 1909 , sorella gemella della più famosa Rita Levi- Montalcini. Ha altri due fratelli: Gino e Anna.

Verso la fine degli anni Venti è vicina a Felice Casorati (il cui studio rappresenta il punto di riferimento per la giovane avanguardia torinese), pittore dalle forme essenziali, e a Italo Cremona.

Nel 1931 espone alla prima Quadriennale dell’Arte Nazionale di Roma al Palazzo delle Esposizioni e nel 1934 al “Primo Raduno d’arte contemporanea”.

Nel 1939 Giorgio de Chirico riassume, nella prima monografia dedicatale, la fase iniziale della sua storia creativa e formale.

Verso la fine degli anni quaranta si assiste ad un netto sganciamento dal vero e ad un’elaborazione che la condurrà verso l’espressionismo astratto, sino ad arrivare ad un solido avvicinamento alla produzione astratto-concreta del MAC (movimento arte concreto).

Durante la guerra sceglie il silenzio e deve salvaguardarsi dalle persecuzioni razziali, essendo ebrea: si nasconde a Firenze.

Dopo la frequentazione dell’atelier di S.W. Hayter a Parigi (che la introduce all’estetica surrealista della scrittura automatica) si dedica alla scultura e realizza strutture cinetico-luminose. Sperimenta nuove soluzioni tecniche. Inizia un percorso che unisce arte e matematica: ad esempio studia le varie curve, che incide su rame. Crea sculture in alluminio con incastri di piani geometrici.

Nel 1992 pubblica Discordanze, chiara sintesi del suo pensiero. Lo stesso anno istituisce con la sorella Rita la Fondazione Levi Montalcini, in memoria del padre, per formare dei giovani in campo scientifico e conferire borse di studio a giovani studentesse africane che vogliano iscriversi all’Università, per impegnarsi poi nel proprio paese.

Muore a Roma nel 2000.

Nel 2001 la sorella Rita le dedica il volume: Un universo inquieto: vite e opera di Paola levi Montalcini.

Sua caratteristica è la continua ricerca espressiva, che la spinge verso sperimentazioni in bilico tra razionalismo e irrazionalismo: è fantasiosa e visionaria.

Schiva ed appartata, è stata molto stimata dagli intenditori d’arte, come Giulio Carlo Argan e Federico Zeri, per citarne alcuni.

Parte delle sue opere sono esposte alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.