L’ultima spiaggia, di Carmen Laterza, recensione di Paola Naldi

Libri per ricordare e riflettere | Ragazze di mezza stagione

Questo romanzo s’ispira a una tragedia avvenuta in Istria nel 1946.

Il 18 agosto 1946, intorno alle 14.15, sulla spiaggia di Vergarolla a Pola (allora sotto amministrazione alleata anglo-americana) esplodono circa 9 tonnellate di materiale bellico e mine, ritenute inerti e accatastate sulla spiaggia. In quel giorno si tiene un evento sportivo, la “Coppa Scarioni”, una gara di nuoto organizzata dalla società “Pietas Julia”, un momento di festa per la comunità italiana della città, in una situazione molto tesa delle relazioni tra italiani e slavi. Muoiono oltre 100 persone, tra cui moltissimi bambini: di alcune si trovano solo i resti.

Le autorità militari britanniche affermano trattarsi di azione dolosa, ipotesi rafforzata da indagini storiche, che portano a un atto di sabotaggio attribuito a servizi segreti jugoslavi, per intimidire la popolazione italiana. La tragedia semina terrore e accelera l’esodo giuliano-dalmata, svuotando la città di Pola, che passerà poi alla Jugoslavia.

Il medico Geppino Micheletti, di cui si parla nel romanzo dandogli un altro nome, lavora incessantemente per ore a soccorrere feriti e a medicare bambini, anche se viene a sapere di aver perso sotto le macerie, per le esplosioni, i due figli di 9 e 5 anni, il fratello e la cognata.

La scrittrice ci porta sin dall’inizio del romanzo in un contesto caratterizzato da tensioni e incomprensioni tra italiani e slavi. Questo riguarda però gli adulti, mentre i bambini vivono secondo le caratteristiche della loro età.

I protagonisti della storia sono due bambini, Zeno e Alvise: il primo figlio del dottore del paese, il secondo di un falegname. Uno è studioso, riflessivo, l’altro intraprendente e coraggioso. Sono amici per la pelle, ma un po’ alla volta si fanno sentire le differenze di ceto: uno destinato a continuare gli studi, l’altro a lavorare nella bottega del padre. L’estate però porta spensieratezza: gite al mare organizzate dal parroco, l’attesissima gara di nuoto, la processione, l’interesse per una bambina particolarmente intraprendente. Ci sono nuove emozioni: rivalità, gelosie, invidia… Gli adulti sono preoccupati per la situazione economica, i bambini per le loro dinamiche relazionali.

Oltre ad Alvise e Zeno ci sono altri bambini: Monica, Elena, Sergio, Bruno, Daniele, Lorenzo, Nicolò, Anna… Per loro i problemi sono vincere la gara di nuoto, mantenere l’amicizia, giocare…

Tutto alla fine viene distrutto. Con uno stile semplice e pacato, l’autrice ci fa entrare in una tragedia struggente, delineando situazioni e personalità in modo accurato. C’è un crescendo di tensione, sino alla svolta finale. Ogni dettaglio è vivido e coinvolgente.

Alla fine chi è sopravvissuto parte, portando con sé un carico di dolore inguaribile.

Una vicenda storica rimasta per tanto tempo ignorata!

“Lui la morte non l’aveva mai vista da vicino e ai suoi occhi di bambino la vita era eterna. Sapeva di poter prendere colpi e perdonare tradimenti, perdere gare e pretendere rivincite. Sapeva che il mare, era meno freddo quando si battono forte le gambe e che quando respirava con il naso correva più a lungo. Sapeva che per spegnere i fuochi piccoli bastava soffocarli e che bisognava scegliere la pialla giusta per non rovinare il legno per sempre. Sapeva che aveva fatto piangere la madre un’altra volta, di sicuro, ma sapeva anche che il padre, di sicuro, lo stava cercando. Alvise sapeva tutte le cose che componevano la vita, ma della morte non sapeva nulla.”

La storia di un’amicizia, un romanzo di formazione, ma soprattutto un romanzo storico.

A Trieste esiste il Magazzino 18, dove molti istriani esodati lasciarono le loro storie fatte di oggetti, mobili, testimonianze di vite distrutte.

Dice alla fine il papà di Alvise: “Resistere, combattere, sperare, gli sembrarono parole senza senso, altisonanti e vuote, così inconsistenti che si stupì di averci creduto, anche solo per un attimo.”

CARMEN LATERZA è nata e cresciuta a Pordenone, dove vive tuttora. Laureata in Lettere a indirizzo musicologico e diplomata in Pianoforte, per più di vent’anni ha scritto e corretto per gli altri testi di ogni tipo, lavorando come editor e ghostwriter. Nota sui social con il nome di LIBROZA, a lungo ha fatto divulgazione sui temi della Scrittura Creativa e del Self Publishing. Ora si dedica esclusivamente ai propri libri, che pubblica in modo indipendente con il marchio LIBROZA. Nel 2024 il suo romanzo storico “L’ultima spiaggia” è stato candidato al Premio Strega, primo libro autopubblicato a raggiungere questo traguardo prestigioso. Nel 2025 è stata chiamata a far parte della giuria del Premio Kindle Storyteller.

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