La tristezza ha il sonno leggero, di Lorenzo Marone, Longanesi 2016, recensione di Daniela Domenici

Soltanto quaranta giorni ho “incontrato” per la prima volta Lorenzo Marone e il suo splendido “La tentazione di essere felici” che ho letto in un soffio e recensito

mi è capitato di “incrociarlo” di nuovo con “La tristezza ha il sonno leggero” che ho divorato in pochi giorni e che mi ha profondamente emozionato e commosso come l’opera precedente.

Il protagonista di questo libro è Erri, un uomo che si ritrova a vivere con due famiglie perché la madre Renata si è risposata con Mauro che ha “portato” una figlia, Arianna, e dal quale avuto due figli, Valerio e Giovanni: il padre Raffaele si è risposato con Rosalinda, una donna spagnola, da cui ha avuto Flor. Insomma un variegato mondo di fratelli e sorelle, di padri e madri, che destabilizzano Erri anche perché, nel frattempo, ha problemi con il lavoro e con la moglie Matilde. Marone è superlativamente bravo a farci “entrare” in punta di piedi nel mondo di Erri e a vivere insieme a lui tutte le incertezze, i dubbi, i ripensamenti sia nel lavoro che nella vita privata; ma anche le relazioni di profonda confidenza e amicizia che ha intessuto con Arianna e Flor e i rapporti spesso conflittuali con padre e madre: standing ovation! La sua città, Napoli, è ancora una volta una superba co-protagonista che viene descritta con dettagli pieni di amore: complimenti

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