“La leggenda di Pizzomunno”, fiabesco omaggio di Adele Libero alla Puglia

Si cercava il simbolo più puro,

d’eternità d’amore, senza macchia.

L’Italia fu girata in lungo e in largo,

fino a Puglia assolata, al bel Gargano.

E a Vieste brillò,  bianco gigante,

monolite adagiato sulla sabbia.

Altissimo, svettante in pieno vento,

lì Pizzomunno  domina la scena.

A nessuno racconta la sua storia,

che solo pescatore ormai ricorda.

Un tempo egli amava sua Cristalda,

fanciulla bella dai capelli d’oro,

e lui in mar cercava la sua  vita,

pur se ammaliato da mille sirene,

assurde belve, invidiose d’amore.

E giorno dopo giorno lui restava

a sua donna fedel, puro d’amore.

Così sirene, alfin, sconfitte d’odio,

attirarono in mar bella Cristalda,

che, non nuotando, rimase nel fondo,

lasciando il suolo senza batter fiato.

A vista di destino così crudo,

il cuor di Pizzomunno si gelò,

pietrificando ratto tutto il corpo.

L’amor, però, non fu pietrificato,

sospiri e lacrime si scambiano ogni giorno,

promessa d’amore dopo cent’anni,

quando una notte sola l’un nell’altra

si confonderanno, fino a toccare il cielo.

Tremiti

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La leggenda di Pizzomunno e Cristalda

Una delle spiagge più  caratteristiche di Vieste è  la spiaggia di Pizzomunno. Il nome di questa spiaggia è legato all’ imponente monolite bianco che si impone alla vista dei visitatori emergendo dalle profondità del mare.

La leggenda di Pizzomunno, che gli abitanti di Vieste si tramandano sin dall’antichità , ci narra l’ appassionante storia d’ amore di due giovani viestani: Pizzomunno e Cristalda.

Di elevata statura e aspetto affascinante, lui. Bellissima e con il viso incorniciato da lunghi capelli biondi, lei.

I due giovani si amavano di un amore sincero e senza tempo. Pizzomunno si recava ogni giorno sulla piccola spiaggia per andare in mare con la sua barca. Al largo, ammalianti sirene lo adoravano e intendevano sedurlo con i loro canti. L’ uomo, fedele alla sua Cristalda, rifiutò  più  volte di divenire loro amante.

Le sirene, gelose ed indispettite, decisero di punire il giovane uomo trascinando la sua amata Cristalda nelle profondità  del mare, in modo da sottrarla a lui per sempre.

Fu così   che Pizzomunno fu pietrificato dal dolore e vide il suo corpo trasformarsi nel monolite che, ancora oggi, i visitatori di Vieste possono ammirare dalla piccola spiaggia che ne porta il nome.

La leggenda vuole che i due giovani amanti si diano appuntamento allo scadere dei cento anni per rivivere la loro passione nel breve tempo di una notte.